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Anna MarzottoPsicologa Clinica · Psicoterapeuta
Ambiti di lavoro · 03

Disabilità, riabilitazione e caregiver.

Offro sostegno psicologico nell’ambito della disabilità e della riabilitazione, alla persona e a chi le sta accanto. Il lavoro può riguardare l’impatto di una diagnosi, i cambiamenti nell’autonomia, le relazioni e il carico di cura dei familiari.

Riconoscere la difficoltà

Quando cambiano autonomia, abitudini e relazioni.

Una condizione neurologica o una disabilità possono portare cambiamenti nell’autonomia, nelle abitudini e nelle relazioni. Chiedere aiuto per attività prima gestite da soli, rinunciare a un’abitudine o dipendere maggiormente dagli altri può suscitare rabbia, tristezza o preoccupazione.

Anche un percorso riabilitativo può richiedere tempo e adattamento. La lentezza dei progressi o la distanza dalle proprie aspettative possono pesare sulla motivazione e sul modo di affrontare le terapie.

Anche per familiari e caregiver può essere difficile trovare un equilibrio tra le responsabilità di cura, le relazioni e i propri bisogni. Può diventare difficile chiedere un aiuto, ritagliarsi tempo per sé o parlare della propria stanchezza senza sentirsi in colpa.

Comprendere

Ascoltare la persona, oltre la diagnosi.

Nei colloqui cerchiamo di capire quali difficoltà incidono di più sulle giornate: prendere decisioni, mantenere le relazioni, chiedere assistenza o convivere con l’incertezza. Consideriamo anche ciò che aiuta già e ciò che la persona desidera continuare a fare.

Mi occupo anche di sostegno psicologico nell’autismo. Come in ogni percorso, tengo conto dei modi di comunicare, delle sensibilità e delle preferenze individuali, concordando obiettivi accessibili e rispettosi dell’autonomia.

Il percorso

Il sostegno psicologico nella riabilitazione.

La mia esperienza nell’ambito riabilitativo orienta un lavoro attento sia alle difficoltà emotive sia alle condizioni in cui si svolgono i colloqui. Concordiamo obiettivi e modalità tenendo conto delle possibilità di comunicazione e partecipazione.

Possiamo affrontare la paura per il futuro, la frustrazione legata ai limiti o le difficoltà nel comunicare ciò di cui si ha bisogno. Per i familiari, il lavoro può riguardare la distribuzione delle responsabilità e i cambiamenti nei rapporti di coppia o in famiglia.

Ascoltare
Partire da ciò che la persona vive, desidera e trova difficile nel suo contesto.
Concordare
Individuare insieme obiettivi realistici e modalità adatte ai bisogni individuali.

Quando è utile e con il consenso della persona, posso confrontarmi con familiari, équipe riabilitative e altri professionisti, per rendere il sostegno più coerente con la vita quotidiana.

Una cura condivisa

Un sostegno che si integra nel tuo percorso.

L’intervento psicologico può affiancare un percorso riabilitativo o altri interventi già in corso. Si costruisce insieme, senza sostituire la valutazione medica o le terapie specialistiche necessarie.

Un primo passo

Uno spazio anche per chi si prende cura.

Nei colloqui dedicati ai familiari possiamo parlare della stanchezza, del senso di responsabilità e delle difficoltà nel conciliare assistenza, lavoro e vita personale.

Il sostegno può essere richiesto anche dal solo caregiver, per affrontare ciò che sta vivendo nel proprio ruolo di cura.

Domande frequenti

Qualche risposta per orientarsi.

Serve essere già in un percorso riabilitativo?

No. Possiamo valutare un sostegno psicologico anche per affrontare l’impatto di una diagnosi, una condizione di disabilità o un cambiamento nella salute, in base alla situazione e ai bisogni della persona.

Posso contattarti come familiare o caregiver?

Sì. Anche chi si prende cura di un’altra persona può avere bisogno di uno spazio per elaborare ciò che vive e individuare risorse e sostegni.

Collabori con i professionisti della riabilitazione?

Quando è utile e con il consenso della persona, posso confrontarmi con gli altri professionisti coinvolti per favorire un percorso coordinato.

Primo colloquio

Raccontami la tua situazione.

Puoi scrivermi per chiedere un colloquio per te o informazioni sul sostegno a un familiare. Nel primo contatto possiamo chiarire la richiesta e valutare come procedere.

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